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Scheda Google My Business: come configurarla e cosa cambia davvero

Il profilo gratuito che compare nelle mappe vale, per un'attività locale, più del sito. Questa guida dice cosa compilare, in che ordine, e cosa evita la sospensione del profilo.

La scheda Google — oggi si chiama ufficialmente Profilo dell'attività su Google, ma quasi nessuno la cerca con quel nome — è gratuita, si configura in un'ora e per un'attività con clienti sul territorio porta più contatti del sito. Il motivo è semplice: compare nel riquadro con la mappa, sopra i risultati tradizionali, e chi cerca un servizio vicino a sé guarda lì prima di scorrere.

Questa guida è operativa: cosa compilare, in che ordine, e i tre errori che portano alla sospensione del profilo. Vale per un'attività italiana di qualsiasi dimensione, con o senza negozio.

Perché conta più del sito

Per una ricerca locale, i tre risultati del riquadro mappe stanno sopra il primo risultato organico. Chi cerca «elettricista» dal telefono vede prima quelli, con stelle, distanza e pulsante per chiamare. Il sito arriva dopo, e per molte categorie non viene nemmeno aperto: la chiamata parte dalla scheda.

Questo non rende il sito inutile — serve a chi confronta, a chi vuole vedere i lavori fatti e a reggere le campagne — ma cambia l'ordine delle priorità. Se hai budget e tempo per una cosa sola, in un comune piccolo si parte da qui. Lo spieghiamo con i numeri in Local SEO in provincia di Roma.

I tre fattori che decidono chi entra nei tre posti

  1. Pertinenza. Quanto la scheda corrisponde a ciò che la persona ha cercato. Dipende da categoria e servizi elencati, ed è la parte su cui si può intervenire di più.
  2. Distanza. Dove si trova chi cerca rispetto a te. Non si modifica, e per questo il posizionamento locale cambia da via a via.
  3. Rilievo. Quanto l'attività è conosciuta: recensioni, citazioni su altri siti, articoli. È la parte lenta.

Chi ti promette il primo posto nelle mappe sta ignorando il secondo fattore: nessuno può spostarti più vicino a chi cerca.

Configurazione

I campi che contano, in ordine di impatto

La scheda ha decine di campi. Questi sei valgono la quasi totalità del risultato; gli altri si compilano con calma.

1 · Categoria principale

È il campo singolo più importante e il più sbagliato. Va scelta la categoria che descrive cosa sei, non cosa vorresti vendere: un idraulico che sceglie «impresa edile» sparisce dalle ricerche per «idraulico». Le categorie secondarie si aggiungono dopo, al massimo due o tre.

2 · Area di servizio o indirizzo

Se ricevi clienti in sede, metti l'indirizzo. Se lavori a domicilio, configurala come attività con area di servizio e dichiara i comuni serviti uno per uno, senza mostrare l'indirizzo. Sbagliare qui è l'errore che porta più sospensioni.

3 · Servizi elencati uno per uno

Non un elenco generico, ma le voci come le cerca la gente: «riparazione caldaia», «pronto intervento», «installazione condizionatori». Ogni voce è una possibilità in più di comparire, e si compila in dieci minuti.

4 · Orari veri, festivi compresi

Gli orari sbagliati generano recensioni negative da chi trova chiuso. I giorni festivi vanno impostati a mano ogni anno: Google mostra un avviso agli utenti quando sospetta che gli orari non siano aggiornati, e quell'avviso costa chiamate.

5 · Foto reali, non di archivio

Sede, mezzi, squadra, lavori finiti. Le immagini di repertorio si riconoscono e abbassano la fiducia. Dieci foto fatte col telefono, ben illuminate, rendono più di una galleria comprata.

6 · Descrizione e link

750 caratteri in cui dire cosa fai, dove e per chi, senza elenchi di parole chiave. Il link punta alla pagina più pertinente, non sempre alla home: per un servizio specifico conviene la sua pagina.

L'errore che fa sospendere il profilo

Mettere l'indirizzo di casa quando non si riceve nessuno. Google sospende i profili con sede non verificabile, e la riattivazione richiede documenti e settimane. Chi lavora dal furgone — idraulici, elettricisti, giardinieri, tecnici — va configurato come attività con area di servizio: è una scelta esplicita in fase di creazione, e cambiarla dopo è possibile ma più lento.

È il caso più frequente tra gli artigiani dei comuni che seguiamo, e lo trattiamo nel dettaglio nella pagina su Mentana, dove moltissime attività lavorano senza vetrina.

Cosa non fare, anche se lo fanno tutti

  • Parole chiave nel nome dell'attività. «Rossi Idraulico Roma Pronto Intervento 24h» è una violazione esplicita delle linee guida. Funziona per qualche mese, poi arriva la segnalazione — spesso da un concorrente.
  • Recensioni comprate. Si riconoscono dai profili senza storico e dalle date ravvicinate. Vengono rimosse e il profilo resta segnato.
  • Più schede per la stessa attività. Una sede, una scheda. I duplicati si cannibalizzano e vanno uniti, non moltiplicati.
  • Indirizzi di comodo presso uffici virtuali o case di conoscenti per coprire più comuni. È il modo più rapido per perdere tutto il lavoro fatto.

Recensioni: chiederle con metodo, non sperarle

Il momento giusto è alla consegna del lavoro, quando il cliente è soddisfatto e ti ha davanti. Non una settimana dopo per email, quando l'entusiasmo è passato e la richiesta sembra un fastidio.

Il metodo che funziona è banale e quasi nessuno lo applica: un link diretto alla scheda, un messaggio già pronto da inviare su WhatsApp, e l'abitudine di chiederlo sempre. Chiedere a dieci clienti produce in genere tre o quattro recensioni: per arrivare a venti recensioni servono sei mesi di costanza, non una campagna.

Rispondi a tutte, comprese le negative. Una risposta pacata a una recensione critica convince più di dieci recensioni entusiaste: chi legge sta valutando come reagisci quando qualcosa va storto.

Come si capisce se sta funzionando

Dentro il profilo trovi quante persone ti hanno trovato e cosa hanno fatto. Due numeri contano:

  • Chiamate e richieste di indicazioni stradali. Sono azioni con intenzione reale, non visualizzazioni.
  • Ricerche che ti hanno fatto comparire. Dicono se Google ti associa ai servizi giusti. Se compari solo per il tuo nome, la categoria o i servizi sono da sistemare.

Un profilo nuovo e ben configurato dà i primi segnali in sei-otto settimane nei comuni con poca concorrenza, più a lungo in città. Prima di allora i dati sono troppo pochi per decidere qualcosa. I termini che trovi nel pannello sono spiegati nel glossario.

Domande frequenti

Scheda Google: le domande più comuni

Serve pagare Google per comparire nelle mappe?

No. Il profilo è gratuito e la posizione nel riquadro mappe non si compra. Esistono gli annunci locali, che compaiono sopra con l'etichetta «sponsorizzato», ma sono un'altra cosa: si pagano a contatto e si spengono quando smetti. Chi ti chiama proponendo di «mettere in evidenza la scheda a pagamento» o sta vendendo pubblicità chiamandola in un altro modo, oppure è una truffa telefonica — ne girano parecchie, spesso dicendo di chiamare per conto di Google.

In quanto tempo la scheda compare nelle mappe?

La verifica richiede in genere pochi giorni se avviene per telefono o email, fino a due settimane se Google spedisce una cartolina con il codice. Dopo la verifica la scheda è visibile subito sul tuo nome, ma per comparire nelle ricerche per servizio servono di solito sei-otto settimane: Google osserva se le informazioni restano coerenti nel tempo prima di mostrarti a chi non ti sta già cercando.

Posso gestirla da solo o serve un'agenzia?

La configurazione iniziale la fa chiunque in un'ora, e questa guida basta per farla bene. Un'agenzia serve in tre casi: se la scheda è stata sospesa e va recuperata, se ci sono duplicati da unire, o se il settore è competitivo e serve lavorare sul rilievo con contenuti e citazioni. Per un'attività di paese con pochi concorrenti, pagare una gestione continuativa della sola scheda raramente si ripaga: meglio farla internamente e investire altrove.

Le recensioni negative si possono cancellare?

Solo se violano le regole di Google: insulti, contenuti fuori tema, conflitto di interessi, recensioni palesemente false riferite a un'altra attività. Si segnalano dal profilo, ma l'esito non è garantito e i tempi sono lunghi. Una recensione negativa ma legittima non si rimuove, e insistere è tempo perso: si risponde, si corregge il problema se c'è, e si diluisce con le recensioni nuove. Un profilo con sole recensioni a cinque stelle, peraltro, viene letto come sospetto.

Cosa succede se cambio indirizzo o numero di telefono?

Si aggiorna nel profilo, e Google può richiedere una nuova verifica: metti in conto qualche giorno di visibilità ridotta. La cosa da non dimenticare è allineare il dato ovunque — sito, elenchi di categoria, social, fatture — perché le incoerenze fra le fonti sono uno dei freni più comuni e più banali al posizionamento locale. Un numero vecchio che gira ancora su tre directory vale come un segnale contraddittorio.

Ha senso aprire la scheda se non ho un sito?

Sì, ed è anzi l'ordine che consigliamo in un comune piccolo: prima il profilo, poi il sito. La scheda funziona anche da sola, e nel frattempo raccogli recensioni e capisci per quali servizi ti cercano davvero — che è l'informazione con cui poi si decide quali pagine costruire. Il sito serve quando devi convincere chi confronta più preventivi, o quando vuoi presidiare ricerche che la scheda non copre.

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