Shopify
La scelta più rapida e affidabile per cataloghi fino a qualche migliaio di referenze. Costo fisso mensile, zero manutenzione tecnica, ottimo checkout. Meno flessibile su logiche di prezzo complesse.
La domanda giusta non è "quanti prodotti carichiamo", ma "quali prodotti reggono il costo di acquisizione di un cliente". Da lì si progetta tutto il resto: struttura, contenuti, spedizioni, pubblicità.
Prima di scrivere una riga di codice calcoliamo tre numeri: margine per ordine, valore del cliente nel tempo e costo massimo sostenibile per acquisirlo. Se il margine per ordine è di 8 € e un clic costa 0,90 €, il progetto non sta in piedi con la pubblicità e va impostato diversamente.
Questo passaggio dura mezza giornata e ha evitato più di un investimento sbagliato. Se i numeri non tornano, te lo diciamo prima.
Non abbiamo una piattaforma preferita da vendere a tutti. La scelta dipende da catalogo, logistica e da chi gestirà il negozio ogni giorno.
La scelta più rapida e affidabile per cataloghi fino a qualche migliaio di referenze. Costo fisso mensile, zero manutenzione tecnica, ottimo checkout. Meno flessibile su logiche di prezzo complesse.
Quando serve integrarsi con un sito WordPress esistente o gestire regole particolari di prezzo e IVA. Costa meno di licenza ma richiede manutenzione e attenzione alle prestazioni.
Per cataloghi molto grandi, configuratori di prodotto o integrazioni profonde con il gestionale. Investimento iniziale maggiore, ma nessun vincolo e prestazioni superiori.
Margini, prodotti di ingresso, prodotti da margine, politica di spedizione e soglia per la spedizione gratuita. Definiamo insieme il numero che dovrà crescere: scontrino medio, ordini al mese o ritorno sulla spesa pubblicitaria.
Categorie costruite sul modo in cui i clienti cercano, filtri utili, e un modello di scheda che risponde alle otto domande più frequenti prima che vengano fatte.
Pagamenti (carte, PayPal, pagamento rateale), corrieri e calcolo spese, sincronizzazione con il gestionale o il magazzino, fatturazione elettronica.
Tracciamento e-commerce completo, feed per Merchant Center, banner cookie a norma con consenso effettivo e modalità di consenso configurata correttamente.
Campagne di avvio, sequenze email per carrelli abbandonati e post-acquisto, revisione settimanale dei dati. È il periodo in cui si correggono più cose e si guadagna di più.
Investimento: da 5.000 € per un negozio su Shopify o WooCommerce con catalogo definito; da 12.000 € per progetti su misura con integrazioni gestionali. Tempi: 6-12 settimane.
Il sito parte da 5.000 €. Ma il costo del sito è tipicamente meno della metà dell'investimento del primo anno: vanno considerati fotografie e schede prodotto, budget pubblicitario per generare i primi ordini, e il tempo interno per gestire spedizioni e assistenza. Un piano realistico per il primo anno di un piccolo negozio si colloca tra 12.000 € e 25.000 € complessivi.
Preferiamo dirlo prima: un e-commerce sottofinanziato non fallisce per il sito, fallisce per mancanza di traffico.
Con la pubblicità attiva, i primi ordini arrivano nelle prime due settimane dal lancio. La fase in cui il negozio inizia a essere prevedibile — costo per ordine stabile, ritorni ricorrenti — arriva di norma tra il terzo e il sesto mese.
Coordiniamo il servizio fotografico con professionisti con cui lavoriamo a Roma, oppure ti diamo una guida operativa per realizzare in autonomia scatti coerenti (sfondo, luce, formati, numero di immagini per prodotto). Le immagini incidono sulla conversione più di quasi ogni altra scelta grafica.
Non gestiamo direttamente gli account marketplace, ma progettiamo il catalogo e il feed in modo che siano riutilizzabili. In molti settori la combinazione migliore è avere il proprio negozio per il margine e il marketplace per il volume: la scelta va fatta prodotto per prodotto.
Mandaci catalogo, margini indicativi e obiettivo di fatturato: ti diciamo se il progetto sta in piedi e con quale investimento.
Scegli quali categorie attivare. Il rifiuto è sempre possibile e non limita l'uso del sito.
Servono a far funzionare il sito e a proteggerlo dagli abusi. Non richiedono consenso e non possono essere disattivati.
Ci dicono quante persone visitano il sito e quali pagine leggono, in forma aggregata. Ci servono per capire cosa migliorare.
Permettono di misurare i risultati delle campagne pubblicitarie e di mostrare annunci pertinenti su altri siti.