Configurazione tecnica
Business Manager, pixel e API di conversione lato server, verifica del dominio, eventi personalizzati. Senza questa base i dati sono parziali e l'ottimizzazione lavora male.
Su Google intercetti chi ha già un problema da risolvere. Su Meta crei il desiderio: mostri il risultato, racconti il prima e il dopo, e trasformi uno scorrimento distratto in una richiesta di informazioni.
Meta Ads serve a generare domanda, non a raccoglierla. Funziona quando il tuo prodotto si capisce guardandolo, quando hai un'offerta chiara da comunicare o quando devi restare presente nella mente di chi ti ha già visto.
Settori in cui rende meglio: ristorazione ed eventi, estetica e benessere, formazione, arredamento e abbigliamento, immobiliare, palestre e studi professionali con offerte introduttive.
Su Meta il pubblico lo trova ormai l'algoritmo. La differenza la fanno le immagini e i video: per questo lavoriamo per cicli di test strutturati.
Business Manager, pixel e API di conversione lato server, verifica del dominio, eventi personalizzati. Senza questa base i dati sono parziali e l'ottimizzazione lavora male.
Separazione tra pubblico freddo, tiepido e remarketing, con budget proporzionati. Nessuna campagna che rivende ai clienti già acquisiti quello che hanno appena comprato.
Copie degli annunci, grafiche e montaggio dei video verticali a partire dal materiale che ci fornisci. Se serve, ti diamo una traccia per girare i video con il telefono.
Cicli di due settimane: si spengono le creatività stanche, se ne introducono di nuove. La fatica creativa è il motivo principale per cui una campagna che andava bene smette di funzionare.
Pubblici simili costruiti sui clienti reali, retargeting per profondità di visita, esclusioni per chi ha già convertito. Aggiornati ogni mese.
Costo per contatto, ritorno sulla spesa, creatività migliori e peggiori, e cosa faremo il mese dopo. Con una chiamata di 30 minuti per decidere insieme.
Gestione da 350 €/mese, budget pubblicitario a parte (consigliato da 400 €/mese). Produzione creativa inclusa fino a 5 formati al mese; oltre, preventivata a parte.
Sì, ma con regole diverse rispetto a qualche anno fa. Con la riduzione dei dati disponibili dopo i cambiamenti sulla privacy, il vantaggio si è spostato dalla segmentazione del pubblico alla qualità delle creatività e alla solidità del tracciamento lato server. Chi lavora bene su questi due fronti ottiene ancora costi per contatto competitivi.
No. Le campagne a pagamento raggiungono persone che non ti seguono: il numero di follower non incide sulla distribuzione degli annunci. Una pagina curata e aggiornata aiuta però la credibilità di chi clicca sul profilo prima di scriverti.
Le prime indicazioni arrivano in 10-14 giorni, quando la fase di apprendimento si stabilizza. Una valutazione seria si fa dopo 6-8 settimane e almeno due cicli di test creativi: prima si rischia di spegnere una campagna che stava solo imparando.
Sì, ed è spesso la combinazione più efficace: Meta genera interesse, Google raccoglie chi poi cerca il tuo nome o il tuo servizio. Se il budget è limitato però conviene partire da un solo canale, portarlo a rendere e poi aggiungere il secondo.
Il primo passo non è la campagna: è capire cosa comunicare e a chi. Quello lo facciamo insieme, gratuitamente.
Scegli quali categorie attivare. Il rifiuto è sempre possibile e non limita l'uso del sito.
Servono a far funzionare il sito e a proteggerlo dagli abusi. Non richiedono consenso e non possono essere disattivati.
Ci dicono quante persone visitano il sito e quali pagine leggono, in forma aggregata. Ci servono per capire cosa migliorare.
Permettono di misurare i risultati delle campagne pubblicitarie e di mostrare annunci pertinenti su altri siti.