Perché in provincia è più facile
Perché la difficoltà di una ricerca non dipende da quante
persone la fanno, ma da quanti concorrenti stanno lavorando per
vincerla. Nei comuni della provincia di Roma, sulla maggior parte dei
settori, i concorrenti che curano davvero sito e profilo Google si contano sulle
dita di una mano.
Il risultato è un mercato con tre caratteristiche che a Roma non esistono più
da anni: costo per clic basso, prime posizioni raggiungibili in poche settimane
e un vantaggio che dura, perché chi ti insegue è raro. Chi arriva per primo con
un presidio serio in genere resta lì a lungo.
C'è anche un motivo meno ovvio. Nei comuni piccoli il rapporto tra ricerche e
clienti effettivi è più alto: chi cerca «fabbro Mentana» quel fabbro lo chiama
davvero, mentre chi cerca «fabbro Roma» sta spesso confrontando dieci opzioni in
mezza città. Meno traffico, ma di qualità molto migliore.
I quattro numeri da guardare prima di iniziare
Prima di decidere se investire, servono quattro dati. Si raccolgono in un paio
d'ore e valgono più di qualsiasi opinione.
- Quante ricerche esistono davvero. Con lo strumento di
pianificazione di Google Ads si vede il volume mensile del tuo servizio nel
tuo comune. Se sono venti, la SEO da sola non basterà: servirà anche presidiare
i comuni confinanti.
- Quanti concorrenti hanno un sito aggiornato. Si contano a
mano, cercando i tuoi tre servizi principali. Meno di cinque significa mercato
aperto; più di quindici significa che sei in un'area di fatto urbana.
- Il costo per clic medio. Nei comuni della provincia romana
è spesso una frazione di quello di Roma sulle stesse parole. Serve a capire se
la pubblicità può essere un acceleratore o solo uno spreco.
- Quanto si sposta il tuo cliente. Chiedilo ai clienti che
hai già: è il dato che definisce il raggio delle campagne e la lista dei
comuni da coprire. Quasi sempre è più corto di quanto immagini.
Il metodo in cinque passi
- Scheda Google prima di tutto. Categoria principale
precisa, servizi elencati uno per uno, orari veri, foto recenti. Se lavori a
domicilio, la scheda va configurata come attività con area di servizio e i
comuni serviti vanno dichiarati: è la configurazione corretta per artigiani e
tecnici, e quella che evita la sospensione.
- Una pagina per servizio, non una per comune. L'errore
classico è partire dalle pagine geografiche. Prima servono le pagine che
descrivono cosa fai: sono quelle che intercettano le ricerche vere.
- Poi, e solo poi, le pagine di zona. Due o tre, per i comuni
da cui arrivano già clienti, ognuna con contenuti propri: tempi di intervento,
riferimenti locali, casi svolti lì.
- Recensioni con un flusso ripetibile. Un link diretto, un
messaggio già pronto, la richiesta fatta al momento della consegna del lavoro.
In un comune piccolo venti recensioni sono un muro difficile da scavalcare.
- Misurazione da più punti. La tua posizione cambia a seconda
di dove si trova chi cerca: va controllata da tre o quattro punti del comune,
non dal telefono seduto in ufficio.
L'errore delle pagine fotocopia
Creare dieci pagine identiche cambiando solo il nome del comune
è il modo più rapido per non posizionarsi da nessuna parte.
Google le riconosce da anni come contenuto generato in serie: nella migliore
delle ipotesi ne indicizza una e ignora le altre.
Una pagina di zona regge se contiene qualcosa che esiste solo lì: i quartieri
e le frazioni con i nomi che usano i residenti, i tempi reali per arrivarci,
i concorrenti tipici di quel mercato, un lavoro svolto in zona. Se togliendo il
nome del comune la pagina resta identica a un'altra, quella pagina non serve.
È anche una questione di onestà verso chi legge: una pagina che parla di
Fonte Nuova deve dire cose che a
Monterotondo non valgono. Se non sai
cosa scriverci di diverso, probabilmente quella zona non la conosci abbastanza
per venderla.
Quando invece conviene puntare su Roma
La provincia non è sempre la scelta giusta. Puntare sulla città ha senso in tre
casi:
- Il bacino locale è troppo piccolo. Se il tuo servizio è di
nicchia, in un comune di ventimila abitanti le ricerche mensili possono essere
poche unità: nessuna ottimizzazione le moltiplica.
- Il cliente si sposta volentieri. Chirurgia estetica,
consulenze specialistiche, formazione, showroom: sono settori in cui si fanno
quaranta minuti di macchina senza pensarci.
- Vendi qualcosa che si spedisce. In quel caso la geografia
conta poco e il ragionamento si sposta sul prodotto, non sul territorio.
Nella pratica, la strada più efficace per chi sta fuori dal raccordo è
sequenziale: prima il proprio comune e i confinanti, dove si vince in fretta,
poi il quadrante di città più vicino — per noi il
quadrante est — e infine
Roma intera, se i numeri lo giustificano.
Tempi e costi realistici
Su un comune della provincia romana, con concorrenza bassa e un sito già
esistente in condizioni decenti:
- 6-8 settimane per i primi movimenti nel riquadro delle
mappe, quasi sempre grazie alla sola sistemazione della scheda e delle
recensioni.
- 2-3 mesi per posizionare le pagine di servizio sulle
ricerche del comune.
- 6 mesi per una posizione stabile che regge anche se
smetti di intervenire ogni settimana.
- Sotto i 300 € al mese di budget pubblicitario per coprire
una fascia oraria su un raggio di dieci chilometri, quando serve accelerare.
A Roma le stesse voci raddoppiano o triplicano quasi tutte. Nessuno può
garantire una posizione — nessun fornitore controlla l'algoritmo — ma la
differenza di difficoltà tra i due mercati è reale, misurabile prima di
iniziare, e vale la pena verificarla con i propri dati invece che fidarsi.