Profilo dell'attività su Google
Categoria principale scelta con criterio, servizi elencati uno per uno, orari reali, foto aggiornate, area servita definita. È la scheda che genera chiamate senza nemmeno passare dal sito.
La SEO è l'unico canale che continua a portare contatti anche i mesi in cui non investi. Costa fatica prima e poco dopo: l'esatto contrario della pubblicità. Per questo va iniziata prima di averne bisogno.
Su un mercato competitivo come Roma servono 4-6 mesi per movimenti significativi sulle ricerche commerciali, e 8-12 mesi per consolidarli. Sulle ricerche locali con concorrenza bassa i primi effetti si vedono anche in 6-8 settimane.
Chi promette la prima posizione in trenta giorni sta descrivendo Google Ads, oppure ricerche che nessuno fa. Ti diciamo fin dall'analisi quali obiettivi sono raggiungibili nel tuo settore e in quanto tempo.
Per un'attività con clienti sul territorio, i tre risultati che Google mostra con la mappa valgono più della prima posizione organica. Ci si arriva lavorando su tre fattori: pertinenza, distanza e rilievo.
Categoria principale scelta con criterio, servizi elencati uno per uno, orari reali, foto aggiornate, area servita definita. È la scheda che genera chiamate senza nemmeno passare dal sito.
Una pagina per quartiere ha senso solo se dice qualcosa di specifico su quella zona: tempi di intervento, riferimenti, casi. Dieci pagine identiche con il nome cambiato vengono ignorate o penalizzate.
Un flusso semplice per chiedere la recensione al momento giusto, risposte a tutte — comprese le negative — e uso dei testi delle recensioni nei contenuti del sito.
Nome, indirizzo e telefono identici ovunque: sito, Google, Pagine Gialle, directory di settore, social. Le incoerenze sono uno dei freni più banali e più comuni.
Marcatura LocalBusiness con indirizzo, coordinate, orari e servizi, così i motori e gli assistenti basati su AI leggono le informazioni senza doverle interpretare.
Il posizionamento locale cambia in base a dove si trova chi cerca. Lo misuriamo su una griglia di punti nella tua zona, non da un solo indirizzo.
da 750 €una tantum, 7-10 giorni
da 450 €al mese, minimo consigliato 6 mesi
Il minimo di 6 mesi è un consiglio, non un vincolo contrattuale: prima di allora i dati non bastano per giudicare il lavoro.
La domanda che ci fanno più spesso non è quanto costa, ma cosa riceviamo in cambio ogni mese. Questo è il calendario reale di un progetto su Roma.
Search Console e analisi collegate, analisi tecnica, scelta delle ricerche su cui si può realisticamente vincere. Si correggono gli errori che bloccano l'indicizzazione: è il mese con meno da mostrare e più da fare.
Prima di creare pagine nuove si sistemano quelle che già puntano alle ricerche giuste. È il lavoro che rende prima, e quasi nessuno lo fa perché si vede meno di un articolo nuovo.
Due contenuti al mese sulle ricerche con domanda reale, profilo Google curato, recensioni chieste con metodo. Qui iniziano a comparire le prime posizioni utili e i primi contatti organici.
Se il sito ha problemi tecnici gravi o non ha ancora pagine per i servizi che vendi, la consulenza continuativa è prematura: meglio un audit una tantum, sistemare le fondamenta e ripartire dopo. E se il budget totale per il digitale è sotto i 500 € al mese, la pubblicità locale porta contatti prima — lo spieghiamo in agenzia o freelance e in Google Ads o SEO.
Se invece vuoi capire la Local SEO prima di affidarla a qualcuno, la guida completa è gratuita e sta nel blog: Local SEO a Roma, guida operativa, con il dettaglio di come cambia fuori dal raccordo. Questa pagina descrive il servizio; quelle spiegano il metodo.
Con tre domande, prima ancora di guardare il preventivo. «Quali ricerche pensi siano realistiche per me, e perché?»: chi risponde senza aver guardato il tuo settore sta vendendo un pacchetto. «Cosa mi mandi ogni mese?»: se il report non contiene i contatti ricevuti e quanto è costato ognuno, non ti servirà a decidere niente. «Cosa resta mio se ci salutiamo?»: la risposta corretta è tutto, contenuti e accessi compresi. Diffida di chi garantisce posizioni, di chi parla solo di numero di parole chiave e di chi propone pacchetti di link: sono i tre segnali che ricorrono nei progetti che poi dobbiamo sistemare.
Sì, ma è un lavoro diverso e va detto subito. Su un negozio online il peso si sposta sulle pagine di categoria e di prodotto, sulla gestione delle varianti che generano contenuti duplicati e sui dati strutturati di prodotto e disponibilità. La parte locale conta poco o nulla, a meno che non ci sia anche un punto vendita. Se il catalogo supera qualche centinaio di prodotti, l'intervento parte sempre dalla struttura del catalogo e non dai contenuti: lo trattiamo nella pagina e-commerce.
No, e diffida di chi lo fa: nessuna agenzia controlla l'algoritmo di Google. Quello che possiamo garantire è il lavoro svolto, la trasparenza sulle azioni e obiettivi definiti insieme su metriche che dipendono davvero dal lavoro: traffico organico qualificato, posizioni medie su un gruppo di ricerche, contatti generati dal canale organico.
La SEO classica punta a posizionare le pagine del sito nei risultati organici. La Local SEO lavora sulla visibilità nelle ricerche con intento geografico e, soprattutto, nel riquadro con la mappa che Google mostra sopra i risultati. Usano segnali in parte diversi: per la Local SEO contano molto il profilo dell'attività, le recensioni e la coerenza dei dati aziendali su tutto il web.
Per un'attività con sede a Roma servono entrambe, ma la Local SEO dà risultati prima. Come lavoriamo zona per zona è descritto nella pagina web agency a Roma.
Conta, e in parte cambia forma. Gli assistenti basati su AI e le panoramiche generate nei risultati di ricerca attingono da fonti che considerano affidabili e ben strutturate. Le stesse cose che aiutano il posizionamento classico — contenuti chiari, dati strutturati corretti, risposte dirette alle domande, coerenza delle informazioni aziendali — aumentano anche la probabilità di essere citati da questi sistemi.
Nella pratica: scrivere pagine che rispondono in modo esplicito, con informazioni verificabili, serve oggi più di prima.
Non sempre. Se la base tecnica è decente si lavora su struttura e contenuti dell'esistente. Rifarlo conviene quando il sito è lento in modo strutturale, non è utilizzabile da telefono o è costruito su una piattaforma che impedisce di modificare titoli, indirizzi e testi. Lo valutiamo nell'audit e te lo diciamo senza secondi fini: rifare un sito è un lavoro che ci fa comodo vendere, ma non serve a tutti.
Ti mandiamo una prima valutazione gratuita del sito con i tre interventi che avrebbero l'impatto maggiore.
Scegli quali categorie attivare. Il rifiuto è sempre possibile e non limita l'uso del sito.
Servono a far funzionare il sito e a proteggerlo dagli abusi. Non richiedono consenso e non possono essere disattivati.
Ci dicono quante persone visitano il sito e quali pagine leggono, in forma aggregata. Ci servono per capire cosa migliorare.
Permettono di misurare i risultati delle campagne pubblicitarie e di mostrare annunci pertinenti su altri siti.